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Le fotocamere a telemetro: un diverso modo per mettere a fuoco.

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Le fotocamere a telemetro: un diverso modo per mettere a fuoco.

Fino a qualche decennio fa, ogni tipologia di fotocamera adottava un diverso sistema di messa a fuoco a seconda dell’obiettivo che montava. Lo scopo, per i progettisti dei dispositivi di cattura, era quello di ottenere immagini nitide e definite in ogni loro dettaglio, senza complicare enormemente la vita all’esecutore delle fotografie.

In questa chiave può essere letta l’introduzione sul mercato delle fotocamere a telemetro, dei dispositivi altamente tecnologici che grazie alla loro affidabilità e praticità facilitavano enormemente la messa a fuoco e quindi la creazione di immagini nitide e pulite. Ma ripercorriamo, brevemente, tutti i sistemi di messa a fuoco utilizzati dalle case di produzione.

Quanti tipi di messe a fuoco?

In questo paragrafo ci permettiamo di ripercorre brevemente tutte le varianti possibili di messa a fuoco adottate dall’industria fotografica negli anni a seconda dei vari dispositivi immessi nel mercato. Partiamo quindi dalle economiche macchine fotografiche a focale fissa, con le quali era possibile mettere a fuoco solamente i soggetti ad una distanza superiore oltre i due metri. Tuttavia con queste fotocamere era impossibile fotografare soggetti posti a distanze inferiori quelle riportate dalla casa di produzione, in quanto si sarebbero ottenute solo immagini fortemente sfocate.

Per far fronte a questo problema i produttori hanno sancito la nascita di dispositivi dotati di obiettivi regolabili (zoom), il cui prezzo era notevolmente più alto di quelli a focale fissa, ma permetteva al fotografo di regolare la messa a fuoco spostando orizzontalmente (avanti e indietro) l’intero obiettivo per mezzo di una montatura elicoidale. Attraverso l’ausilio di una ghiera, posta sul corpo esterno dell’ottica e riportante tutti i valori delle distanze in metri e piedi, era possibile mettere a fuoco la lunghezza tra il mezzo ed il soggetto ritratto. In ogni caso attraverso questa ghiera era possibile misurare ad occhio, riscontrando con i valori esposti sull’obiettivo, la distanza tra la macchina ed il soggetto da raffigurare. La stima, generalmente vittima di una buona approssimazione, è rapida, ma richiede un grande intuito ed una elevata esperienza per essere ottimale.

Tutte le compatte in ogni caso, poiché soggette ad un forte errore di parallasse dovuto ai punti di vista non coincidenti dell’asse del mirino e di quello dell’obiettivo, avevano un riquadro di correzione all’interno del visore in cui il fotografo doveva inserire il soggetto per averlo completamente restituito in fotografia.

Alcune macchine amatoriali utilizzavano la messa a fuoco a zone che permette di inquadrare a fuoco rapidamente paesaggi, gruppi, ritratti e mezzi busti. Queste zone sono rappresentate sulla ghiera di messa a fuoco da simboli stilizzati che in certi casi appaiono anche nel mirino. La messa a fuoco si ottiene ponendo l’obiettivo sul simbolo corrispondente all’inquadratura in oggetto ed è così facilitata: l’approssimazione nella valutazione delle distanze può anche essere molto larga.

In ogni caso sistemi complicati e risolti una volta per tutte con il telemetro.

Fotocamera a telemetro, ovvero ricomposizione dell’immagine spezzata.

Le fotocamere a telemetro hanno incorporato questo eccezionale strumento ottico in grado di misurare la distanza dell’oggetto ritratto dall’osservatore. Per mezzo di una doppia immagine parziale, o di una parte dell’immagine spezzata, visibile al centro del mirino, il fotografo è sollecitato a ricomporre completamente le due parti e quindi ad ottenere una fotografia messa a fuoco.

Il telemetro incorporato era un sistema ideale nelle macchine con obiettivi di focale normale, ma non per quelle con obiettivi per foto a distanza ravvicinata (perché l’angolo sotto il quale è visto il soggetto è troppo ampio per il movimento dello specchio del telemetro), o con teleobiettivi di focale oltre i 135 mm (perché l’angolo in tal caso è troppo piccolo). Il telemetro era utilizzato sopratutto con macchine a focali fisse, ma fa eccezione la storica Leica.

Funzionamento delle fotocamere a telemetro.

Le macchine fotografiche a telemetro si basano sulla sovrapposizione di due flussi di luce, quindi di due immagini dello stesso soggetto: una proveniente da una finestrella ricavata sul corpo macchina e coincidente nel mirino e l’altra catturata dal mirino stesso. L’occhio del fotografo, giudicando a seconda della ricomposizione delle due figure, mette a fuoco l’obiettivo fino a quando riesce a vedere le due immagini al centro del mirino perfettamente coincidenti. Grazie a questo sistema si potevano finalmente ottenere immagini nitide e con uno scarto di messa a fuoco facilmente risolvibile attraverso una buona chiusura del diaframma.

In alcuni modelli di fotocamere a telemetro l’ottica del mirino poteva anche inclinarsi per compensare l’effetto di parallasse negli scatti ravvicinati. Modelli che possiamo riassumere in due categorie: telemetri a doppia immagine, le due figure da sovrapporre, e telemetri a immagine spezzata, le due parti tagliate da ricomporre per ottenere una sola figura definita.

Superare il telemetro.

Oggi il telemetro manuale è stato sostituito da un sistema di circuiti elettronici che, non appena si preme l’otturatore, misurano la distanza e di conseguenza regolano il meccanismo della messa a fuoco dell’obiettivo. Basti pensare all’imponente rivoluzione della Live View dove, attraverso la visione sullo schermo LCD della fotocamera, è possibile valutare in tempo reale il soggetto già messo a fuoco e con la relativa chiusura del diaframma. Una tecnologia impensabile fino a qualche decennio fa.

Solitamente questi sistemi di messa a fuoco sono adatti per la maggior parte dei soggetti, ma tuttavia molti professionisti preferiscono affidare al loro occhio esperto la messa a fuoco attraverso il mirino. Una valida peculiarità che le reflex moderne possono offrire è la messa a fuoco sia automatica che manuale, potenzialità irrinunciabile in molteplici circostanze.

In ogni caso, anche se pezzi storici, le fotocamere a telemetro rappresentano quei dispositivi che hanno guidato l’utenza nella possibilità di creare immagini esteticamente belle ed hanno sancito la pratica fotografica a mezzo di consumo di massa. È anche grazie a questa speciale innovazione se noi oggi apprezziamo e amiamo fare fotografie.

By | 2017-05-03T10:21:15+00:00 maggio 3rd, 2017|Categories: Fotografia|Tags: , , |0 Comments

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