consultare le regole della composizione, prima di scattare una foto, è come studiare le leggi della gravitazione prima di andare a passeggio

Edward Weston

Se è vero che le regole sono fatte per essere infrante, è anche vero che queste possono essere un valido aiuto nella costruzione dell’inquadratura per i fotografi alle prime armi. Le regole della composizione fotografica permettono di restituire il contenuto dello scatto in un modo più gradevole e convincente agli occhi dell’osservatore.
La composizione è ciò che lega la fotografia alle arti figurative, in quanto coinvolge l’autore nell’immaginare linee, spazi, forme e masse di colore che rendono ordinata e bilanciata l’inquadratura. Ogni immagine, infatti, obbliga a fare delle scelte di composizione.
A differenza delle arti figurative, dove i soggetti sono scelti e pensati per tempi prolungati, la fotografia ha il problema di fotografare gli istanti, il soggetto nella sua immediatezza. Il fotografo professionista sa che il tempismo è fondamentale nella ripresa degli oggetti in movimento, perdere quel preciso momento significa togliere significato a una fotografia e per questo la composizione deve essere atto spontaneo, rapido ed inconscio.
La fotografia è autoreferenziale, ovvero il suo significato è determinato dal suo contenuto, quindi dall’organizzazione interna del soggetto e degli oggetti che la completano. Il significato lo si può costruire in molti modi diversi, ma è essenziale che gli osservatori lo capiscano al volo per far funzionare le nostre fotografie. Risulta allora sempre più essenziale conoscere la grammatica, quindi la composizione fotografica, e superarla con la tecnica acquisita sul campo…
Individuato il soggetto da catturare ci mettiamo in posizione di scatto e a questo punto inizia il gioco della composizione, che non può che essere fatto osservando attentamente l’inquadratura attraverso il mirino della macchina o dello schermo LCD. Lavorare all’interno di questo riquadro che ha angoli, bordi e un rapporto larghezza/altezza definito, ci permette di valutare, in modo scientifico oltre che artistico, tutti gli elementi che finiranno nell’inquadratura.

Formato orizzontale o verticale?

La maggior parte della macchine fotografiche scatta con un formato rettangolare e quindi la prima decisione deve essere: “Inquadro il soggetto in orizzontale o in verticale?”.
Tecnicamente il formato orizzontale si esamina più facilmente perché dà più risalto ai movimenti e alle strutture statiche, è maggiormente indicato per i paesaggi perché accentua l’importanza dell’orizzonte; il formato verticale, viceversa, dà più spinta verso l’alto ai suoi contenuti, le linee verticali sono enfatizzate perché si tende a fare dei confronti tra alto e basso piuttosto che tra sinistra e destra, la lettura dell’immagine segue queste direzioni.
Il fotografo deve quindi trovare l’inquadratura più soddisfacente tra il soggetto e il punto di ripresa, equilibrando i colori, i dettagli e le zone di tonalità che otterrà nel fotogramma. I vari elementi di disturbo possono essere regolati con l’utilizzo di ipotetiche linee di divisione immaginarie che bilanciano il peso dell’immagine attraverso una concatenazione regolare di forme separate o sovrapposte. Tali linee di composizione svolgono un ruolo determinante in quanto ci permettono di rendere fluida l’immagine fotografica, abbattendo i fastidiosi confini netti tra toni e colori. L’utilizzo costruttivo di queste accortezze durante lo scatto ci permette di possedere la chiave per creare immagini valide in ogni contesto. Vediamo qualche esempio…
Le linee parallele ben separate e le forme a L rendono un effetto di stabilità e tranquillità, a contrario dei triangoli, degli ovali e delle forme a S che invece conferiscono un maggior dinamismo portando ad osservare la fotografia più analiticamente. Le immagini con linee lunghe, molto convergenti, attraggono immediatamente l’occhio verso il loro punto di convergenza. Un insieme di linee brevi, angolate in tutte le direzioni, suggerisce esaltazione, confusione e perfino caos…

Due semplici regole

Regola dei terzi

La regola dei terzi

La sezione aurea

La sezione aurea

Caos che sicuramente decade con la regola dei terzi: ogni lato dell’inquadratura viene diviso in tre parti e tracciando delle linee di congiunzione si ottengono 4 punti forti in cui collocare il soggetto principale. Giocare con il protagonista dello scatto all’interno di questi 4 punti significa porlo al centro della composizione e quindi enfatizzarlo a discapito degli altri elementi presenti agli angoli. Enfasi ancor più sottolineata con il metodo della sezione aurea, la proporzione perfetta e divina tra soggetto e sfondo, calcolata nel rapporto 5:8 del rettangolo.
Tenete sempre a mente questa regola, ma non al punto da condizionare il vostro stile.
Qualche volta l’aspetto formale, o la tensione della composizione, trarrà un grande vantaggio se il principale elemento è collocato al centro o in un angolo dell’inquadratura. Ad esempio possiamo creare delle fotografie di confronto ponendo due soggetti agli estremi dell’inquadratura. In questo caso la lettura dell’immagine avverrà orizzontalmente, in un continuo confronto tra i due punti enfatizzati.

 

La dinamica dei movimenti

Ricordiamoci sempre che la scena inquadrata è come un palcoscenico di cui noi soli siamo gli spettatori. Se l’azione attraversa la scena e il soggetto principale, da un lato, si muove verso il centro, l’azione sembra avere inizio, ma se lo stesso si muove verso il bordo, con tutto lo spazio dietro di sé, il soggetto sembra che stia per concludere l’azione. La dinamica dei movimenti nelle fotografie è interessante perché stabilisce pesantemente il significato di ciò che il soggetto sta compiendo e quindi veicolerà il messaggio che raggiungerà l’osservatore. Per far apparire un movimento più dinamico e violento lo si può inquadrare diagonalmente, angolando le linee orizzontali e verticali del soggetto, arrivando anche a farle convergere.
Ricordiamo anche che il movimento è molto recepito dall’occhio, quindi i movimenti veloci, all’interno di una fotografia, fanno apparire i soggetti come forme striate, specialmente se vicini. Comporre con i movimenti contrapposti dona un senso di dinamismo ed esaltazione all’immagine, ma occorre usare cautela perché questa può facilmente degenerare nella confusione.

Infine, va sempre ricordato che se si realizzano fotografie solo per il piacere di farle non ci sono condizionamenti da tenere in considerazione, siamo liberi di sperimentare. Ma se si scatta per professione è vitale che ci si adatti alle esigenze del cliente o del mercato e conoscere le regole di composizione è quindi fondamentale per sfruttare al meglio il nostro grandioso mezzo espressivo.