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Fotocamere reflex o compatte? Impariamo a (ri)conoscerle.

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Fotocamere reflex o compatte? Impariamo a (ri)conoscerle.

Scegliere il tipo di macchina fotografica è è spesso la prima decisione che il neofita si trova a prendere quando, per la prima volta, si avvicina al mondo della fotografia: Reflex o compatta? Quanti Megapixel? Queste le primissime domande che vengono poste. Questa scelta, che a prima vista potrebbe sembrare una decisione di tipo prettamente finanziario, determinerà in realtà quali immagini (e spesso anche di quale qualità) sarà possibile immortalare nei propri scatti.

 

Restringere il campo dei dispositivi fotografici alle entry level significa circoscrivere la nostra analisi a due tipologie di fotocamere: le reflex e le compatte. Ma quali sono le differenze? Quale la migliore? Discutiamone, ma prima… un breve riepilogo.

Come capire la qualità di una fotocamera.

La prima cosa da valutare in una fotocamera è il suo sensore, ovvero il “cuore” della macchina. Si tratta di un rettangolo di dimensioni variabili costituito da milioni di fotodiodi (delle celle quadrate che restituiscono ognuna un singolo pixel dell’immagine catturata). Maggiori sono le dimensioni del sensore e maggiore sarà la quantità di fotodiodi, e quindi la capacità del sensore (misurata in megapixel).

Certo, il solo valore dei megapixel non è sufficiente a determinare la qualità finale dell’immagine: dobbiamo stare attenti ai pixel interpolati – sovrapposti l’uno con l’altro – che aumentano il numero, ma non la resa qualitativa! Tuttavia da questo valore possiamo dedurre la risoluzione massima e di conseguenza la qualità delle immagini che potremo visualizzare o stampare su carta. Per logica, una cosa possiamo già dirla: chi punta ad elevate prestazioni qualitative non può accontentarsi di una compatta, in quanto non può che ospitare sensori di basse dimensioni o dai pixel interpolati, ma deve puntare ad una reflex.

Le macchine reflex.

Le fotocamere reflex sono le prime macchine a permettere di vedere le immagini reali prima dello scatto attraverso l’obiettivo. Grazie all’ausilio di uno specchio posto sul fondo di una cassetta a 45° dietro l’obiettivo, l’immagine della scena, che ci apprestiamo a imprimere, viene riflessa verso l’alto, raddrizzata dal pentaprisma ed infine osservabile direttamente attraverso il mirino di osservazione. Specchio inclinato che si alza istantaneamente, lasciando libero il percorso alla luce un attimo prima che la tendina dell’otturatore si apra. Da ricordare: la distanza tra l’obiettivo e lo schermo di messa a fuoco è uguale alla distanza tra l’obiettivo e il sensore, in questo modo tutto ciò che si vede nitido sul vetrino lo sarà sul sensore.

Come tutte le potenti fotocamere moderne, anche le reflex sono dotate di un esposimetro in grado di leggere la luce del soggetto. Nel corpo macchina si trovano una o più fotocellule posizionate in modo da leggere la luminosità del soggetto direttamente sullo schermo della messa a fuoco. La regolazione, a seconda delle esigenze, può essere semiautomatica, completamente automatica o manuale.

Quando si preme il bottone di scatto dell’otturatore una serie di complicatissime operazioni avvengono in una frazione di secondo. Tipicamente lo specchio, di cui prima citavamo le funzioni, si alza, il diaframma si chiude, l’otturatore a tendina si apre per il tempo impostato e si richiude, per poi riportare il tutto ad una posizione di stasi. Ed è proprio l’otturatore a tendina, concetto costruttivo di base delle reflex, a permettere l’utilizzo di una vasta gamma di obiettivi dalle varie lunghezze focali. Un proposito da non scartare, anche se tutti sappiamo quanto impegna portare con sé un set di ottiche durante le riprese.

Le fotocamere compatte.

A differenza delle reflex, vere macchine pronte a tutto, lo scopo delle compatte è quello di scattare fotografie di buona qualità a soggetti molto semplici. Gli apparecchi di questo tipo hanno infatti dimensioni e prezzi contenuti, inoltre dispongono di svariati controlli automatici integrati che consento di eseguire qualunque operazione facilmente e rapidamente. Non importa quale sia il soggetto o la scena da ritrarre, le compatte sono sempre pronte allo scatto, anche se sono loro a decidere automaticamente tutti i valori. Irrisorio è in ogni caso lo scarto temporale tra il momento in cui si preme il bottone dell’otturatore e quello in cui si impostano automaticamente i parametri dell’esposizione, non è raro ottenere fotografie eccellentemente esposte ma che non trasmettono ciò che avevamo in mente.

Anche se oggi è predominante la scelta dell’inquadratura attraverso lo schermo LCD della fotocamera, alcuni modelli ancora montano un mirino a visione diretta. A differenza della reflex, nelle quali il fotografo valuta il soggetto attraverso l’obiettivo, le compatte permettono la visione solo attraverso un mirino, unica verifica dell’inquadratura di ciò che si apprestano a catturare.

L’autofocus è guidato da un sistema di raggi infrarossi contenenti fotodiodi per la trasmissione e la ricezione. Sistema che opera in base ad un principio di triangolazione tra due cellule di rilevazione del dispositivo e l’oggetto dello scatto. Quando il principio viene messo in pratica il motore che mette a fuoco l’obiettivo comanda il movimento fino a regolare il segnale di andata e quello di ritorno con la giusta distanza della scena da ritrarre.

Tirando le somme.

Non si è mai visto un Cartier-Bresson girare il mondo con una reflex: questo perché il suo stile e i suoi lavori imponevano tempi rapidi per catturare l’attimo decisivo, anche a scapito della qualità dell’immagine. Viceversa, è raro un Ansel Adams che scatta con una compatta: il suo occhio aveva bisogno di sperimentare, di dominare il dispositivo e quindi sentirlo come il prolungamento della vista.

Le compatte e le reflex impongono al fotografo inevitabili sacrifici a seconda del loro utilizzo. Quale usare? Dipende dalla circostanza, proviamo a vedere assieme i pregi di entrambe

ReflexCompatte
PROPRO
Sensore di maggiori dimensioniCosto minore
Possibilità di montare diversi obiettivi a seconda del soggettoUtilizzo semplice e intuitivo
Utilizzabili praticamente in ogni scenario (con gli accessori giusti)Poco ingombranti, molto comode da trasportare
Maggiori funzionalitàCon una buona tecnica si possono ottenere ottime foto
CONTROCONTRO
Costo maggiore (senza tenere conto degli obiettivi)Generalmente la qualità finale dell'immagine è minore
Decisamente più ingombranti e scomodeNon utilizzabili in ogni scenario
Necessitano di una certa tecnica per essere utilizzateIl mirino non mostra realmente l'immagine inquadrata

Un consiglio? Provate a scattare lo stesso soggetto con entrambi i dispositivi. Vi rapportate allo stesso modo? Questo perché è il dispositivo a veicolare il messaggio!

By | 2017-05-09T10:04:18+00:00 maggio 9th, 2017|Categories: Fotografia, Imparare a fotografare|Tags: , , |0 Comments

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